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Lunedì, 16 giugno 2014

Timothy e Elijah Archibald: la fotografia come ponte emotivo tra padre e figlio

"Echolilia" deriva da "Ecolalia", termine tecnico per indicare nei bambini affetti da qualche forma di autismo la tendenza a ripetere come un'eco suoni o frasi pronunciate da altre persone. "Echolilia" è un progetto di Timothy Archibald, fotografo di San Francisco: non sono scatti del figlio, ma scatti della relazione col figlio, un modo per superare l'incomunicabilità, per cercare insieme di capirsi creando un linguaggio visivo oltre le parole. La macchina fotografica diventa uno strumento per realizzare quello che lui stesso definisce un "ponte emotivo": un tentativo di entrare nella testa di Elijah, di sintonizzarsi con lui; e guardare il figlio attraverso la fotografia gli ha permesso di vedere se stesso in maniera diversa. Elijah ha collaborato attivamente, suggerendo pose, location, guardando insieme le foto per migliorarle, improvvisando, alternandosi al padre nella conduzione del "gioco". Timothy Archibald, partendo da un sentimento di impotenza e di frustrazione che i comportamenti e le abitudini di Elijah scatenavano in lui, è riuscito ad entrare nel mondo del figlio, non  per documentare la sua vita, ma per farne parte.